Voci d’Africa e spasmi elettronici nel nuovo disco di Tracanna & Co. a

L’Eco di Bergamo 6 Febbraio 2013

Drops

Un progetto discografico ad alto tasso di creatività, ideato tra l’Adda e il Serio, ma che si proietta verso più ampi scenari.
Questa sera anteprima nazionale a Bologna, per «Drops».

Il disco è frutto della collaborazione tra il noto sassofonista jazz Tino Tracanna e un giovane che si è distinto a livello nazionale sul fronte dell’hip hop, del rap e della musica elettronica come compositore, produttore e sound design: Walter Buonanno, in arte Bonnot.

Del progetto è contitolare, con i due bergamaschi, Roberto Cecchetto, chitarrista, a sua volta uno dei nomi più in vista sulla scena nazionale del jazz ad alto viraggio sperimentale.

Oltre ai citati, questo album allinea una serie di ospiti illustri, che confermano il crossover stilistico e culturale estremo praticato da musicisti apolidi per vocazione.
Con loro, nelle sette tracce dell’album, si ascoltano Paolo Fresu, tra i più popolari uomini del jazz italiano, il rapper M1, membro dell’affermata band hip hop statunitense Dead Prez, l’artista reggae inglese General Levy, Massimo Catalano, compositore, tra i più richiesti autori di colonne sonore, e Dj Gruff, rapper italiano.
Una pattuglia eterogenea alla quale prende parte anche il giovane trombonista Andrea Andreoli, anch’esso bergamasco che fornisce la caratterizzante impronta timbrica del brano d’apertura Project one.

La pluralità è rivendicata da Tino Tracanna, musicista che in questi stessi mesi ha realizzato un album, Acrobats (Abeat), senza dubbio inscritto nelle estetiche del jazz contemporaneo, molto apprezzato dalla critica per vitalità e freschezza.
Proprio a Tracanna è attribuito, oltre al suono dei suoi sassofoni, e al lavoro compositivo condiviso con gli altri due titolari del progetto, il «manifesto programmatico» di questo lavoro.
Drops si legge «è basato sull’incontro tra sostanze musicali completamente diverse.
I musicisti, mettendo in discussione il proprio background, fanno incontrare tra loro sonorità e linguaggi, apparentemente inconciliabili, attraverso un dialogo intorno al problematico, babelico ed insieme entusiasmante caos del mondo di oggi».

Non c’è dubbio che l’album, che sarà distribuito da venerdì ed è prodotto dall’etichetta Bonnot Music (distribuzione Goodfellas), gioca senza rete questa sfida.
È ancora Tracanna a descrivere il magma sonoro di cui è composto: «Voci, frammenti d’Africa, ectoplasmi classici, monumentali hip hop, morbide melodie, spasimi elettronici si intrecciano in un ipotetico viaggio rasoterra, intorno al mondo, alla velocità del pensiero».

Per un musicista come lui, cresciuto artisticamente nel clima iconoclasta degli anni Settanta e della free music, cui ha fatto seguire un lavoro di affinamento entro le coordinate delle poetiche e dei canoni del jazz, è certo una scommessa creativa calarsi nell’edificio elettronico che connota questo album.
L’arte performativa per eccellenza, l’improvvisazione musicale, si confronta così con la costruzione artificiosa dello studio di registrazione, con gli intrecci delle tracce, con i campionamenti e i loop governati con perizia da Bonnot.
Un progetto che deve inventare una sintassi creativa del tutto originale per gli eventi live, affiancando estemporaneità del suono acustico ad altrettanto imprevedibili costruzioni «all’impromptu» dei materiali elettronici…….

R.M.

 

Renato Magni.

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